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Una ragazza cade in coma. E ci resta per diciassette anni. La sua assenza
diventa per ognuno lo specchio in cui guardarsi, in cui vedere scorrere
la propria vita, le scelte, le non scelte, gli atti mancati, le omissioni.
Le storie di ognuno sono storie del mondo. Del mondo che cambia. Che
scopre l’Airbag e il Dvd, vede crollare il muro di Berlino e un giorno
si risveglia sulle macerie fumanti delle Torri Gemelle. Mondo che moda
dopo moda, trend dopo trend, si ritrova paradossalmente sempre più privo
di immagini e di sogni, tanto da proiettare sulla “creatura dormiente”
speranze, aspettative, sogni di futuro.Chi dorme si sveglia. Chi è sveglio
pare dormire. La domanda sul coma esce dal terreno della biologia per
parlare di noi e del nostro vivere stretto. Lo spettacolo lavora per
squarci, per tagli secchi, per brevi racconti. Quadri ironici, grotteschi,
strazianti, teneri, indifesi, privilegiando le vite e le pulsioni dei
corpi rispetto alla riflessione intellettuale. Nessun eroe in C.O.M.A.
ma nello stesso tempo l'urgenza di un'interrogazione capace di cercare
ogni momento ancora. C.O.M.A. è un inizio.
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