Lo
spettacolo “Gente come uno” attraversa i luoghi vivi di Milano
e provincia per diventare momento di incontro, dialogo, festa.
Da un anno giriamo con lo spettacolo “Gente come uno” in luoghi
non teatrali, per Università, fabbriche, carceri, scuole, musei,
luoghi in cui abbiamo incontrato un pubblico che ha attivamente preso
parte oltre che come partecipante anche come sostenitore e promotore dello
spettacolo.
Nel suo racconto della crisi argentina del 2001 “Gente come uno”
parla di una realtà che è anche un rischio che sta dietro
l’angolo di casa nostra e approfondisce il tema della crisi di partecipazione
alla vita politica da parte della classe media argentina. E chiede : “E
in Italia come va?” Molte le domande, le riflessioni del pubblico
sul nostro presente di classe media più o meno distante da forme
di partecipazione civile, indifferente o disincantata, tradita da una
politica che è diventata gestione del potere e non più rappresentativa
dell’ interesse collettivo. Viene spontaneo domandarsi “Anche
qui finiremo come l’ Argentina?”.
Ma quello scenario argentino non solo ci racconta la esplosione di una
crisi economica e i suoi drammatici effetti collaterali, ma anche la discesa
in campo di una moltitudine che invade le strade non più solo per
la sopravvivenza personale ma collettiva. Che rompe con lo spaesamento
e l’isolamento quotidiano e scopre una sua identità comunitaria.
Prima di trovarci di fronte una minaccia cosi radicale, crediamo di potere,
insieme al pubblico e a tutte quelle realtà che già esistono
e operano a Milano e nei comuni vicini, ricostruire insieme un tessuto
aggregativo che sia vivo e fecondo.
Da qui è nato “Il Giro della città” e l’idea
di proporre una sua seconda edizione. Anche per quest’anno “Gente
come uno” viaggia dentro i luoghi del sociale, della cultura, del
lavoro, della politica, li mette in connessione tra loro e li fa conoscere
all’esterno, promuove dialogo, incontro, riflessione, emozione.
Per lasciare di volta in volta una impronta, un segno dello stare insieme,
del chiedersi, del riappropriarsi del presente, della storia, della città
in cui viviamo.
Nel tracciare il nostro itinerario ci siamo rivolti a quelli che consideriamo
luoghi simbolici di aggregazione e di partecipazione. Ma di luoghi così
ce ne sono molti altri. Per questo motivo il “Giro della città”
resta aperto in qualsiasi momento a qualunque realtà sia interessata
a ospitare l’evento con l’intento di attivarsi insieme a noi
per una città che torni a essere veramente in movimento.
Invitiamo il pubblico a partecipare, a tornare, a portare altre persone,
a farsi promotore di una iniziativa che si rivolge a chiunque, a Milano
e dintorni, si senta coinvolto come cittadino e come persona.
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