Il
libro contiene, oltre al testo dello spettacolo GENTE COME UNO,
ulteriori approfondimenti relativi alla crisi e alla situazione attuale
dell’Argentina.
Insieme agli articoli, alle testimonianze e alle foto che hanno contribuito
alla costruzione dello spettacolo, sono presenti anche significativi contributi
di studiosi della cultura latinoamericana, come José Luis Tagliaferro
del Cespi e Alfredo Somoza dell’ICEI (Istituto di cooperazione economica
internazionale), a cui abbiamo chiesto di fare una riflessione sul presente
e sul futuro dell’Argentina.
Partecipa inoltre anche la Cooperativa Chico Mendes, cui ci unisce un
rapporto di collaborazione nella realizzazione di iniziative a sostegno
dell’Argentina, con la presentazione del Progetto “Argentina
equa e solidale”.
GENTE COME UNO racconta
la crisi argentina partendo da un testimone, che è anche l’attore
dello spettacolo. Attraverso il racconto della sua esperienza personale
di argentino, lo spettacolo mette a nudo sentimenti, contraddizioni, interrogativi
della classe media, e cioè della “gente come uno” per
usare una espressione convenzionale, di fronte alla terribile crisi del
2001. Lo stupore nel vedere un Paese ricco e abbondante di risorse ritrovarsi
oggi privato di tutto. L’ansia e la rabbia di vedere perdute le
proprie sicurezze, la casa, i risparmi, il lavoro, i diritti, la propria
identità di popolo. Scoprirsi persone che fino a questo momento
hanno sempre chiuso gli occhi, che hanno perso ogni rapporto con la politica
e ignorato i fatti che avrebbero portato a ciò che sarebbe avvenuto.
E chiedersi con rabbia: che cosa bisognava guardare e invece si è
girata la testa dall’altra parte? Ma anche scoprire che dal quel
20 dicembre 2001 in cui, per la prima volta, dopo anni di silenzio, la
classe media si è unita alla protesta di tutti, è nato un
nuovo bisogno di unirsi, di mescolarsi, di smettere di essere soggetti
passivi della politica e di pensare nuovi modi di agire.
Presentare il libro può
essere un’occasione per parlare oggi dell’Argentina e cercare
di raccontare un presente sempre in rapido mutamento, e per pensare a
questo Paese come a uno specchio del nostro ”sonno” e alla
necessità di restare svegli, perché anche tutto il resto
del mondo non diventi a “rischio Argentina”.
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