IL GIRO DELLA CITTA'
MANUEL FERREIRA
Carmen e Castor, emigrati dalla Spagna, anzi dalla Galizia, a Buenos Aires mettono al mondo Manuel Ferreira l’8 dicembre 1964.
Manuel ha una sorella, Maria, sposata con Coqui, un nipote fantastico, Santiago, una grande famiglia, ed è felicemente fidanzato da 10 anni.
Disorientato sul suo futuro, si iscrive all’Università di Economia e Commercio nel 1986, e gli si prospetta una brillante carriera nel settore del Marketing Research. Ma contrariando il mandato paterno, frequenta contemporaneamente anche l’Accademia d’Arte Drammatica di Alejandra Boero.
Nel 1989 si laurea in Economia e Commercio e si diploma nello stesso momento come attore e decide in quel momento di dedicarsi esclusivamente alla attività teatrale. Inizia a lavorare con diversi registi a Buenos Aires, ma nel 1991 litiga con il suo gruppo teatrale e parte per realizzare il sogno del “viaggio in Europa”.
Viaggia per un anno da solo per l’ Europa, e tra inter rail e ostelli della gioventù, studia i bandi di concorsi europei e vince una borsa di studio che lo porterà a Milano come uditore del Piccolo Teatro nel 1992.
A Milano fa incontri fortunati e intensi, con registi e attori, come Marco Baliani (con cui fa Peer Gynt e altre cose), Marco Paolini (che assiste come può, anche come amico, e da cui impara molto, in spettacoli come Aprile 74 e 75), Franco Quadri che aiuta nella traduzione del testo di Copi “Cachafaz”, in Italia “Tango Barbaro”, Thierry Salmon, da cui riceve una indimenticabile lezione sulla disponibilità al lavoro con gli altri. E poi, Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, che, nonostante li frequenti solo in un paio di loro seminari, diventano un punto di riferimento per il suo lavoro, e cosi Renata Molinari, e i “Grock”, sempre presenti e generosi.
Balla il tip tap, con il maestro Franco Pannizzut e il suo caro amico Giovanni Lampugnani.Impara il tango abbracciato alla sua maestra Marina Fur. Fa tanto teatro ragazzi, con il Teatro Invito (I promessi sposi di Beppe Rosso, ecc), La Baracca di Bologna.
Prima che finisca il secolo, nel 1999, si ferma ed entra in crisi “mistica”, sul senso del suo fare l’attore, ed è quasi sul punto di cambiare rotta, magari anche lui come tanti altri colleghi con la fantastica idea di aprire un agriturismo o fare qualcos’altro.
Ma l’incontro e l’unione con Alma Rosé nel 2000, cambia profondamente le sue motivazioni e ritrova la forte necessità di realizzare propri spettacoli. “Gente come uno”, uno spettacolo che lo segnerà per sempre. “C.O.M.A.”, con Gigi Gherzi, e “ Piccola Sorella e Barbablù” di Elena Lolli. Oggi per fortuna crede fortemente in quello che fa, e questo almeno per ora, lo rende soddisfatto e felice.

ANNABELLA DI COSTANZO
ELENA LOLLI
MANUEL FERREIRA
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